Come avevo scritto all’inizio dell’anno, questo 2010 è cruciale per la nostra Euroregione. La firma del protocollo che potrà dare il via al GECT “Alpi-Mediterraneo” era prevista per fine 2009, ma come abbiamo visto, non c’è stata. A questo punto i primi mesi del 2010 dovrebbero essere cruciali per AlpMed, ma scrivendo questo rischiamo di diventare ripetitivi. Sì, ripetitivi perché non è la prima volta che lo scriviamo, ripetitivi perché non è la prima volta che auspichiamo un momento di svolta che poi non c’è stato.
E’ inutile nasconderlo, l’Euroregione sta attraversando un momento di stallo. Probabilmente questo è dovuto alle prossime elezioni amministrative in Italia, che hanno focalizzato l’attenzione dei politici su priorità interne, lasciando indietro i rapporti internazionali, ma questo avviene in un momento molto delicato dove l’azione dell’Euroregione come GECT avrebbe potuto giocare un ruolo decisivo. La crisi c’è, è inutile negarlo e in questi ultimi tempi ha colpito con maggiore durezza. Non siamo in un momento di ripresa e la situazione economica in cui versano Spagna e Grecia ce lo confermano. Non possiamo neanche dire con sicurezza che il periodo peggiore è alle spalle, perché da quando vediamo non è così.
L’Euroregione avrebbe potuto dare forse una risposta a tutto ciò. Sicuramente non determinante, ma avrebbe potuto mettere in campo interventi che le singole Regioni non sono in grado di produrre per i limiti che ben conosciamo. Del resto era nata anche per poter dare una risposta a maggiore ampiezza a sfide troppo importanti per essere raccolte da una singola comunità locale. Ma l’Euroregione giuridicamente ancora non c’è e dunque non ha potuto fare nulla, sprecando un’occasione unica.
A questo punto non possiamo far altro che sperare che il GECT veda la luce il prima possibile, perché in futuro le sfide per l’Euroregione non faranno che aumentare e per le occasioni sprecate non ci sarà più posto.
(Matteo Arrotta)









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