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Lo storico carnevale di Ivrea

Il momento clou del Carnevale di Ivrea (Torino), che si svolge quest’anno dal 6 gennaio al 5 marzo (il programma giorno per giorno si trova su www.storicocarnevaleivrea.it), è la spettacolare battaglia delle arance: squadre di combattenti a piedi o sui carri si affrontano in una durissima tenzone a colpi di tonnellate di agrumi. Quest’anno i contendenti sono chiamati alle armi con il corteo storico, i falo’ rituali (gli ”abbruciamenti”), la folkloristica marcia funebre e la cerimonia dei saluti, la ”Arvedze a giobia ‘n bot”.

Il significato della battaglia delle arance e’ avvolto nel mistero. Formalmente il Carnevale di Ivrea nasce nel 1808, sotto il dominio napoleonico, quando si decise di unificare una volta per tutte le feste che ogni rione organizzava per conto suo, ma solo alla meta’ del XIX secolo sono registrate le prime schermaglie con frutta e oggetti vari. Le squadre di ”aranceri” non si vedranno prima degli anni Quaranta del Novecento e gli scontri si svolgeranno al di fuori delle celebrazioni ufficiali. Diventa difficile, dunque, spiegare il senso di questa rissa. Di sicuro c’e’ che il Carnevale eporediese vuole celebrare il popolo che si ribella alla tirannide.

La tradizione insegna che nel Medioevo la figlia di un mugnaio (la ”vezzosa mugnaia”, oggi uno dei personaggi della kermesse) taglio’ la testa a un signorotto che voleva abusare di lei, dando il via, con questo gesto, alla sollevazione generale e alla cacciata del tiranno. Possibile che la battaglia simboleggi l’assalto degli eporediesi (a piedi) contro le truppe in fuga sui carri? Il sito ufficiale dell’evento (www.storicocarnevaleivrea.it) fornisce qualche elemento in piu’. ”Si narra – e’ scritto – che due volte all’anno il feudatario donasse una pignatta di fagioli alle famiglie povere e queste, per disprezzo, gettassero i fagioli per le strade. Gli stessi legumi erano anche utilizzati in tempo di carnevale, come scherzosi proiettili da lanciare addosso ad improvvisati avversari. Intorno agli anni trenta e sessanta del secolo scorso, insieme a coriandoli, confetti, lupini e fiori, le ragazze lanciavano dai balconi, mirando le carrozze del corteo carnevalesco, qualche arancia. I destinatari erano giovani dai quali le stesse ragazze volevano essere notate. Dalle carrozze si inizio’ a rispondere scherzosamente a tono e, poco a poco, il gesto di omaggio si trasformò prima in duello, quindi in un vero e proprio testa a testa tra lanciatori dai balconi e lanciatori di strada. Solo dal secondo dopoguerra la battaglia assunse i connotati attuali seguendo regole ben precise”.

Per diventare protagonisti non occorre fare gli storici. Chiunque puo’ iscriversi ad una delle nove squadre a piedi (Scacchi, Arduini, Asso di Picche, Morte, Tuchini, Diavoli, Mercenari, Pantere, Credendari) o entrare a far parte di uno degli equipaggi sui carri. E chi vuole seguire lo scontro senza prendervi parte, da spettatore neutrale, e’ il benvenuto: a condizione che indossi il ”berretto frigio” d’ordinanza, grazie al quale evitera’ di essere bersagliato dai proiettili.

Carnevale di Ivrea, dal 6 gennaio al 5 marzo
Per info: www.storicocarnevaleivrea.it

(M.A.)

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