Natura

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso

– foto: archivio PNGP-

Qualche tempo fa vi abbiamo presentato il Parco Nazionale de la Vanoise in Francia, oggi vi presentiamo la sua controparte italiana, il Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Il Parco Nazionale Gran Paradiso nasce con lo scopo di proteggere lo stambecco, specie in via di estinzione dall’inizio dell’800. Nel 1856 il re Vittorio Emanuele II dichiarava una porzione dell’attuale territorio come “Riserva Reale di Caccia”; promuoveva la costruzione di una rete di sentieri e mulattiere e organizzava un corpo specializzato di guardie. Nel 1919 Vittorio Emanuele III donava parte della riserva di caccia allo stato italiano, al fine di dar vita a un’area protetta: il 3 dicembre 1922 veniva istituito il Parco Nazionale Gran Paradiso. Ancora oggi, dopo 85 anni di natura e protezione della biodiversità, il Parco è una delle aree protette più conosciute a livello internazionale.

Il Parco è situato sulle Alpi nord-occidentali, a cavallo delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta. Si estende su un’area di circa 70.000 ettari, in ambiente prevalentemente alpino, dove si riconoscono 5 valli principali: Cogne, Savara, Rhêmes, Orco e Soana, nate dall’azione dei grandi ghiacciai e dei torrenti.

Il gruppo del Gran Paradiso, le cui cime più alte toccano i 4000 metri, è costituito da rocce di varia natura, in prevalenza metamorfica (gneiss e pietre verdi), unite a sedimenti di origine glaciale (morene). La morfologia delle valli è nata dai ghiacciai che hanno creato le attuali vallate.

Il Parco presenta ambienti di estrema bellezza. Percorrendo con l’immaginazione un sentiero dalla quota più bassa (circa 600 m) fino alla cima del Gran Paradiso (4061 m) si attraversano dapprima boschi di latifoglie, alberi a foglia larga spogli in inverno (querce, castagni, faggi, tigli,etc.), che gradatamente vengono sostituiti dalle conifere (come larici e abeti rossi), dalle tipiche foglie ad ago, classico adattamento degli alberi al clima di montagna. oltre i 2000 m lentamente il bosco lascia spazio, ad un’alternanza di arbusti e pascoli alpini, questi ultimi caratterizzati da innumerevoli specie di fiori variopinti e intensamente profumati, fino ad arrivare più in alto a pietraie, nevai e ghiacciai. La fauna ha il suo emblema nello stambecco, simbolo del Parco e ormai diffuso in moltissimi esemplari. Tra i mammiferi ricordiamo che è possibile incontrare nel corso delle passeggiate camosci, marmotte, lepri, volpi, tassi, ermellini, donnole, martore, faine. È frequente imbattersi anche in rapaci come l’aquila, la poiana, il gheppio, lo sparviero, l’astore, il gufo reale, l’allocco e uccelli quali pernice bianca, gallo forcello, coturnice, picchio verde, picchio rosso maggiore, francolino di monte, merlo acquaiolo, pettirosso, tordo, beccafico, rampichino alpestre, picchio muraiolo e molti altri ancora. Molte sono le varietà di rettili, insetti e anfibi, come le vipere, la farfalla Parnassius, i tritoni e le salamandre.

Per più informazioni potete visitare il sito web del Parco.

Si ringraziano Andrea Virgilio e l’Agenzia stampa del Parco.

         

– foto: archivio PNGP-

(M.A.)

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