Il principato di Seborga

Se pensate che quello di Monaco è l’unico principato della nostra Euroregione vi sbagliate, o meglio…non è proprio così.

C’è infatti un piccolo paese di poco più di 300 abitanti, a 517 m,  in provincia di Imperia che ha una storia particolare. Alcuni membri della comunità di Seborga rivendicano l’indipendenza dalla repubblica italiana, in virtù di un antico titolo di “principato” di cui il paese ha goduto.

Seborga appartiene a tutti gli effetti all’Italia: vi si trovano tutti gli enti tipici dell’amministrazione nazionale, come il Sindaco, il Comune, il Consiglio comunale. I cittadini del paese però eleggono anche un “principe” che svolge le sue funzioni supportato da alcuni ministri. Per 46 anni ha “governato” un unico principe, Giorgio I. Ma i problemi si aprono ora, a qualche mese dalla sua morte. La piccola comunità è in fermento; al momento sono 4 i candidati, tra cui spicca la figura del regista Pepi Morgia. Ma saranno solo in 2 a proporsi alla popolazione, dopo attente disamine e “selezioni”.

Come ogni principato che si rispetti, anche Seborga ha la propria moneta, il “luigino” (nel cuore del centro storico si trova la zecca, sorta nel 17esimo secolo), spendibile negli esercizi del borgo e equivalente a 6 dollari americani. Vi sono anche speciali targhe automobilistiche (che possono però essere usate solo unitamente a quelle italiane), passaporti, patenti di guida.

È chiaro che le domanda è: sulla base di cosa i seborghini sentono di appartenere a un principato?

Le ragioni su cui si fondano le loro tesi sono verosimili, e li hanno addirittura spinti a fare ricorso alla corte di Strasburgo per ottenere un riconoscimento.

La questione (avvallata anche da alcuni studiosi di diritto internazionale) è piuttosto semplice. Il “principato” non è mai entrato a far parte del Regno d’Italia, quindi neanche della successiva Repubblica. Seborga era un borgo dei conti di Ventimiglia che nel 954 la cedettero ai monaci benedettini, che elevarono il feudo a principato. Nel 1729 i monaci cedettero a loro volta il paese ai Savoia senza però registrare l’atto; ed è proprio da qui che è nato tutto il malcontento.

Tutta questa storia ha un’indubbia ricaduta sul turismo, tra le fonti principali dell’economia locale. Ogni anno sono migliaia i visitatori che si spingono fino a Seborga per andare a sbirciare…il principato!

(Giulia Favero)

medAlp

L'Associazione medAlp si occupa di sviluppare progetti sul territorio dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Rhone-Alpes, Provence-Alpes-Cote d’Azur) per far conoscere questa realtà e le opportunità che essa offre.

2 pensieri riguardo “Il principato di Seborga

  • 7 Apr 2010 in 13:03
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    Sulla questione del Principato di Seborga occorre porre attenzione, perché se da un lato storicamente, giuridicamente e culturalmente hanno dei motivi validi per affermare la loro autonomia, indipendenza e ragioni politiche e di diritto internazionale, ed alcuni principi e valori esposti e trasmessi dalla loro iniziativa sono ampiamente condivisibili, l’aspetto che lascia perplessi è il modo di gestire l’opportunità che hanno saputo cogliere (soprattutto ai fini turistici), che risultano a volte piuttosto ambigui. In particolare queste ambiguità sono emerse dopo la morte del loro Principe. Ho letto diversi interventi nel loro sito LA GAZZETTA DI SEBORGA, alcuni assai sospetti, da parte di persone che si dichiarano Gran Priori o Maestri di sedicenti istituzioni, abusando di denominazioni istituzionali che hanno cessato l’attività da secoli o che sono inesistenti ed inconsistenti, che pretendono di presentarsi o candidarsi con nobiltà d’animo o come fossero autorità, rappresentative di cosa?… Mi pare una situazione schizofrenica e con un basso profilo di protezione per chi si accosta, al limite della frode, della mitomania, dell’effimero. Non dubito che ci siano anche persone degne di fiducia che ruotano attorno al Principato di Seborga, ma nel marasma che emerge io prenderei distanze di sicurezza ed inviterei tutti alla prudenza e diffidenza.

  • 9 Apr 2010 in 10:46
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    la questione è piuttosto spinosa …Io sinceramente nello scrivere il pezzo, pur parlando delle elezioni e del (presunto) status giuridico, mi sono avvicinata alla questione come ad un fatto di costume, più che di vera politica.
    Non nego però che a Seborga sembrano fare sul serio!

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