Intervista ad Antonio Fantino

La nostra euroregione è un territorio di eccellenze gastronomiche, paesaggistiche e culturali.

E anche gli sportivi vanno davvero forte.

Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare un giovane atleta di cui sentiremo molto parlare nei prossimi anni, che ci ha raccontato le sue prime esperienze nel mondo dei professionisti.

Si tratta di Antonio Fantino, cuneese, classe 1991, nazionale B di sci alpino.

Ottobre 2009, Soelden, il tuo esordio in coppa del mondo in slalom gigante. È stato sicuramente un passo importante. Come è cambiata la tua vita?

– Innanzitutto esordire a Soelden, sul ghiacciaio del Rettenbach è stato bellissimo. È la prima gara dell’anno di coppa, lo sci in Austria è una religione, quindi c’era un tifo incredibile! Il mio stile di vita in realtà non è molto cambiato; stavo facendo già un percorso, scio da quando ho 3 anni, quindi sono piuttosto abituato alle gare e agli spostamenti. Quello che sicuramente è più grande è l’impegno. Esordire nel circuito maggiore mi ha dato più stimoli e ancora più spinta a fare bene. Per il resto cerco di tenere i piedi per terra e a guardare anche oltre allo sci. Sono iscritto a scienze dell’amministrazione qui a Cuneo.

E il contatto con i media, i giornali, i tifosi è cambiato? Le persone ti riconoscono per strada?

– Per strada, a parte ogni tanto qui nella mia città, non mi fermano ancora. Ma d’altronde lo sci non è seguito come il calcio! Mentre nell’ambiente si. Dopo le gare in coppa del mondo i tifosi si avvicinano. Cosa che nel circuito di coppa Europa non succede. Spesso lì al traguardo ci sono davvero pochissime persone!

– E su internet? I tifosi ti contattano tramite Facebook?

– Sì, devo dire che quando ho esordito ad ottobre ho ricevuto moltissimi messaggi, mentre ora, a stagione ferma, i fans si fanno sentire un po’ meno.

– Penso che la coppa del mondo sia un po’ uno dei sogni di ogni sciatore. È un mondo simile a come te lo eri immaginato? Che effetto ti fa stare a contatto e competere con dei grandi campioni?

– Quando rompi il ghiaccio, poi inizia a diventare una cosa quasi normale. La grande differenza sta ad esempio nelle piste. Sono preparate meglio e anche se scendi con pettorali più alti puoi fare un buon risultato. Per quanto riguarda gli altri atleti non ho ancora avuto modo di conoscerli bene. Ho parlato soprattutto con Ploner che è carabiniere come me e con Blardone  che mi ha dato qualche consiglio su un problema alla schiena che ha avuto anche lui. Mentre tra gli stranieri ho trovato molto simpatico il francese Lizeroux.

Ci sono sciatori a cui ti ispiri particolarmente?

– Del passato mi piacciono soprattutto Von Gruenigen e Tomba, mentre adesso reputo sicuramente tra i più completi Carlo Janka, mentre quello più spettacolare beh…è Bode Miller!

L’obiettivo per la prossima stagione?

S- icuramente mi impegnerò per fare bene in coppa Europa e cercare di stare sempre nei primi dieci. Mentre per la coppa del mondo molto dipenderà dai test che faremo in Argentina e dalle stesse gare continentali.

Una pista su cui ti piacerebbe vincere?

– Una classica! La Gran Risa in Badia o la Chuenisbärgli di Adelboden. Sono i “templi” del gigante.

Siamo ad agosto…d’estate uno sciatore cosa fa?

– Ho finito le gare intorno ai primi di maggio, poi sono andato in Finlandia con mio fratello, un po’ di mare a Varigotti e a settembre sarò in Argentina per allenarmi. Cosa che peraltro ho sempre fatto! La preparazione atletica mi impegna ogni giorno e abbiamo fatto anche ritiri allo Stelvio e a Les Deux Alpes.

Nel  tempo libero che hai, cosa fai?Torni a casa?

– Sì, cammino, vado a caccia, vado in bici. Le mie zone offrono molte alternative; vado soprattutto in val Grana e in valle Maira, in bici ai forti di Limone, dove sono nato sciisticamente, e a Valdieri.

Per chiudere…Voliamo in  alto…il sogno della carriera?

– Sicuramente una medaglia olimpica!

Allora forza Antonio! Un grosso in bocca al lupo per questa stagione che sta per iniziare e per la tua carriera! Le Olimpiadi di Sochi del 2014 non sono poi così lontane!

(Giulia Favero)

medAlp

L'Associazione medAlp si occupa di sviluppare progetti sul territorio dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Rhone-Alpes, Provence-Alpes-Cote d’Azur) per far conoscere questa realtà e le opportunità che essa offre.

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