Euroregione

Intervista con EUREGIO (prima parte)

 
Abbiamo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con Melanie Pietzowski, caposervizio “comunicazione interna ed esterna” EUREGIO, l’Euoregione che è situata tra Olanda e Germania.

Ecco qui di seguito la prima parte dell’intervista:

1. QUALE è PER EUREGIO IL RUOLO DELLE REGIONI NEL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA?

Le regioni hanno un ruolo molto importante per l’integrazione europea. In primo luogo: per i cittadini, la regione è più vicina dell’Europa e molte persone s’identificano più con la loro regione che con l’Europa. Le regioni possono intermediare tra cittadino e politiche europee, traducendole in pratica. In secondo luogo: l’Europa deve saldarsi ai suoi confini. Nelle regioni transfrontaliere s’incontrano diversi sistemi che devono essere collegati, s’incontrano diversi popoli con culture diverse che devono conoscersi e rispettarsi, ai cittadini devono essere mostrato le opportunità che ci sono all’altro lato di confine.

2. QUALE è IL SEGRETO DI EUREGIO DA TRAMANDARE ANCHE AD ALTRE EUROREGIONI CHE LE HA PERMESSO DI AMPLIARSI E AVERE UNA STORIA LUNGA MEZZO SECOLO, E DIVENIRE UN MODELLO?

Secondo me ci sono più motivi per il successo dell’EUREGIO. L’EUREGIO non è stata fondata top-down, dall’alto, bensì bottom-up dai politici locali e regionali. In più, l’EUREGIO è nata da un’idea, dalla convinzione che le regioni si sviluppano meglio se collaborano. Inoltre, la fondazione dell’EUREGIO è stata una risposta alle cattive relazioni tedesche-olandesi e all’occupazione tedesca nella seconda Guerra Mondiale. Inizialmente i fondi non avevano nessun ruolo, non c’erano ancora. Nella cooperazione transfrontaliera dell’EUREGIO è sempre stato più importante raggiungere risultati pratici piuttosto che riempirsi la bocca di paroloni oppure di discutere sulle basi e condizioni giuridiche. Così EUREGIO è sempre stato ben radicato nell’area fino ad oggi. I comuni vedono che essere membro dell’EUREGIO frutta in modo concreto per il miglioramento delle condizioni di vita della propria popolazione.

I responsabili politici hanno dato, e danno ancora, confidenza l’uno nell’altro. La fiducia è molto importante per la cooperazione. Per questo motivo l’EUREGIO ha promosso già dagli anni Settanta dei contatti e scambi tra cittadini dai due lati del confine. Essi sono la base per tutte le attività transfrontaliere. Senza conoscere la storia e la cultura dell’altro e senza fiducia e rispetto mutuale non si collabora bene.

Molto importante è anche un partenariato vero, sia nelle strutture dell’EUREGIO sia nei progetti transfrontalieri. Gli obiettivi poi, devono essere stabiliti in sedi comuni, in quanto l’attività di cooperazione deve fornire dei buoni risultati per tutti gli attori.

3. IN CHE MODO EUREGIO CERCA CONCRETAMENTE DI METTERE AL SERVIZIO DELL’EUROPA LA PROPRIA ESPEIRENZA?

L’EUREGIO mette la sua esperienza al servizio di diversi attori in modi diversi. Da un lato riceviamo molti ospiti ai quali raccontiamo dell’EUREGIO e con cui scambiamo esperienze .
D’altro lato il Consiglio d’EUREGIO, il parlamento transfrontaliero, formula delle risoluzioni e delle raccomandazioni relative a politiche transfrontaliere (sanità, pendolari ecc.) che sono mandate alle istituzioni politiche sul livello europeo e nazionale. Spesso sono proposte per risolvere concretamente dei problemi. Anche in seno alla comunità di lavoro delle regioni europee di confine (AGEG) l’EUREGIO lascia partecipare altre regioni delle proprie esperienze. In quanto al programma INTERREG, l’EUREGIO ha consigliato l’UE già dall’inizio: si può dire che i “programmi d’attività transfrontalieri per l’EUREGIO” di 1970, 1985 e 1989 sono i precursori del programma INTERREG. Fino ad oggi l’EUREGIO ha informato l’UE sulle sue esperienze. Così alcune formulazioni nei decreti dell’UE derivano dall’EUREGIO, come p.e. il principio Lead Partner ed i criteri per i progetti transfrontalieri. Nel 2006 l’EUREGIO ha fondato la “Stichting EUREGIO Crossborder Consultancy”, un’agenzia consulente che offre servizi sul campo di programmazione, di management di programmi e di progetti. Così le esperienze dell’EUREGIO possono essere sfruttate da diverse istituzioni.

CONTINUA…

(Giulia Favero)

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