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La Corte Costituzionale dà il via libera all’Euroregione Alpi Mediterraneo

L’Euroregione Alpi Mediterraneo è ormai a portata di mano!

La Corte Costituzionale si è infatti pronunciata, con la sentenza 112/2010, relativamente al giudizio di legittimità costituzionale della legge della Regione Liguria del 2009 sull’ “Istituzione del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) Euroregione Alpi Mediterraneo”, promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri.

Il Presidente del Consiglio dei ministri metteva in dubbio, in primo luogo, la legittimità costituzionale della legge della Regione Liguria per contrasto con gli articoli 97, 117 e 118 della Costituzione.

La legge impugnata avrebbe violato, secondo la tesi della Presidenza del Consiglio, il principio di leale collaborazione, sancito dagli articoli 117 e 118 della Costituzione, nonché il principio di ragionevolezza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, regolato dall’articolo 97 della Costituzione.

Le violazioni lamentate si fondavano sul fatto che la Regione Liguria avrebbe disciplinato la partecipazione alla costituzione del GECT prima della conclusione del procedimento mediante il quale il Governo avrebbe dovuto autorizzarne la partecipazione, a norma del Regolamento CE n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio.

La questione è stata ritenuta infondata dalla Corte.

In primo luogo la Corte ha affermato che l’esercizio dell’attività legislativa sfugge alle procedure di leale collaborazione e che non risulta individuabile un fondamento costituzionale di un simile obbligo.

Pertanto, non si può ritenere che la legge regionale impugnata sia illegittima per la mancata tempestiva interlocuzione con lo Stato, nell’ambito del procedimento autorizzatorio previsto dal regolamento europeo.

Con riguardo ai principi di buon andamento dell’amministrazione pubblica, la Corte ha osservato che l’articolo 4 della legge della Regione Liguria, prevedendo che la partecipazione al GECT “si deve intendere perfezionata a conclusione delle procedure statali di approvazione previste dal Regolamento CE n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio”, contiene una sostanziale sospensione degli effetti legati all’adesione,in coerenza con le disposizioni contenute nel citato regolamento.

Per questo la Corte ha affermato che non si può ritenere che la Regione abbia proceduto a dare attuazione alla normativa comunitaria prima che lo Stato ne abbia disposto la trasposizione nel proprio ordinamento.

In secondo luogo il Presidente del Consiglio aveva poi censurato l’articolo 1della legge regionale, che, indicando tra gli obiettivi della Regione Liguria e delle altre Regioni il rafforzamento dei “legami politici, economici, sociali e culturali”, ampliava le competenze assegnate al GECT dal regolamento CE n. 1082/2006, in violazione dell’articolo 117 della Costituzione, in virtù del quale la potestà legislativa deve essere esercitata dalle Regioni nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri aveva censurato, infine, l’articolo 2 della legge della Regione Liguria che, prevedendo  tra i compiti del GECT la  “promozione degli interessi dell’Euroregione presso gli Stati e le istituzioni europee» e la «adesione ad organismi, associazioni e reti conformi agli obiettivi del GECT”, avrebbe violato l’articolo 117 della Costituzione, ponendosi in contrasto con il regolamento CE, che limita invece le attività del GECT all’ “attuazione di programmi o progetti di cooperazione territoriale cofinanziati dalla Comunità”.

La Corte Costituzionale ha rilevato innanzitutto che la Regione Liguria, con una successiva legge regionale , ha soppresso all’articolo 1, la parola: “politici”.

Tale modifica normativa appare sufficiente, secondo la Corte, a ricondurre la portata precettiva della proclamazione di principio contenuta nell’articolo 1, nell’ambito degli obbiettivi affidati al GECT dal regolamento comunitario, della cui violazione il ricorrente si doleva.

La Corte ha ritenuto quindi che ricorrano, in questo caso, le condizioni richieste dalla giurisprudenza della stessa Corte, perché possa essere dichiarata la cessazione della materia del contendere

Anche in relazione alla censura dell’ articolo 2, risulta rilevante, ai fini della decisione della Corte, la citata legge regionale che, non solo ha soppresso il riferimento ai legami “politici”, ma ha anche provveduto a modificare il testo nel senso che gli organismi, associazioni e reti cui il GECT può aderire, debbano essere “conformi agli obiettivi di cooperazione territoriale del GECT”.

La Corte ha quindi considerato che queste modifiche risultino rilevanti per ritenere che l’intervento normativo sia stato pienamente satisfattivo anche delle ragioni di censura di cui si doleva il Presidente del Consiglio.

La pronuncia della Corte ci porta quindi a sperare che la strada ancora da compiere verso un’effettiva costituzione dell’Euroregione Alpi Mediterraneo sia breve.

Il testo integrale della sentenza è consultabile all’indirizzo:

http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_ultimo_deposito.asp?comando=let&sez=ultimodep&nodec=112&annodec=2010&trmd=&trmm=

(Ida Ferrero)

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2 Comments

  1. Francesco Poggio
    1 maggio 2010 at 22:56

    Salve, sono un cittadino Ligure.
    Vorrei sapere se è possibile creare legittimamente questa euroregione dal momento che la repubblica Ligure è stata annessa illecitamente all’Italia in seguito alla illegittima annessione della repubblica ligure al regno di Sardegna dopo il congresso di Vienna.
    Grazie
    cordiali saluti

  2. Foto del profilo di medAlp
    2 maggio 2010 at 15:01

    Per diverse ragioni, rifacendosi a precise norme di diritto internazionale che approfondire qui sarebbe troppo lungo, vantare qualsiasi tipo di rimostranza nei confronti di un trattato di 200 anni fa oggi è impossibile.

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