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Siti Unesco: Centro storico di Avignone, Palazzo dei Papi e ponte di Saint Bénezet

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Centro storico di Avignone, palazzo papale, complesso episcopale e ponte (PACA)

Inserito nel 1995 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità secondo i criteri i, ii e iv, Avignone e tutti i monumenti connessi sono la testimonianza della presenza papale in Francia nel corso del 14 secolo.
Infatti, a partire dal 1309 papa Clemente V decise di farne la propria sede ed in totale ben nove papi, prima e durante lo scisma, risiedettero nella cittadina che si affaccia sul Rodano. La partenza dei papi nel 1423 non cambiò però il fatto che Avignone fosse parte dello Stato della Chiesa, status che mantenne fino al 1791, quando, nel pieno della rivoluzione francese, fu occupata e annessa alla Francia.
Al momento dell’installazione, Clemente V diede avvio ad una campagna di lavori che proseguirono poi coi suoi successori per la ristrutturazione del vecchio complesso episcopale e la costruzione di una residenza papale. Il maestoso “Palazzo dei Papi”, decorato dagli italiani Simone Martini e Matteo Giovanetti, servì quindi come dimora, luogo di culto, fortezza e sede amministrativa, mentre il Petit Palais adiacente fu costruito come residenza cardinalizia e poi riammodernato tra il 1481 e il 1495 dal futuro papa Giulio II.
Un’altra perla architettonica offerta dal ricco centro storico di Avignone è la cattedrale di Notre Dame des Doms, unico edificio del periodo romanico (XII secolo) interamente conservato. Pezzo pregiato della cattedrale è l’organo con cassa dorata costruito nel 1820 da Lodovico Piantanida.
Particolare attenzione va posta anche al ponte di Saint Bénezet. La leggenda racconta che nel 1185 un giovane pastore di nome Bénezet abbia avuto una visione in cui Dio stesso gli ordinava di costruire il ponte. Recatosi presso il re per chiedere aiuto economico e materiale, non venne nemmeno considerato e dileggiato, ma infine il sovrano gli fece una proposta: se il pastore avesse spostato un grosso masso egli avrebbe dato avvio ai lavori. Bénezet provò la sua ispirazione divina riuscendo miracolosamente a sollevare il masso e dunque il ponte fu fatto. Più volte ricotruito nel corso dei secoli ad oggi ne restano solo quattro arcate e una cappella per via di varie inondazioni.

(Marco Parella)

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