Euroregione

Un’Euroregione senza Europa

Quando l’altro giorno distrattamente ho sentito che al telegiornale un noto esponente della Lega Nord parlava di Euroregione ho drizzato le orecchie. Questo per due motivi, il primo perché il partito di Bossi, e ora di Maroni, ha sempre guardato di cattivo occhio ogni integrazione transfrontaliera (nonché, più in generale, ogni integrazione europea), il secondo perché, per quanto riguarda Alpmed, proprio l’elezione di un governatore leghista alla guida della Regione Piemonte ha visto un rallentamento, quasi mortale, del processo di integrazione Euroregionale.

Incuriosito ho quindi alzato il volume della tv e mi sono messo a seguire il discorso del segretario Maroni sulla volontà leghista di dare vita ad un’Euroregione. Purtroppo in breve tempo la mia curiosità di è tramutata in delusione e anche in rabbia, quando il candidato del centrodestra per la poltrona della Lombardia parlava di un’Euroregione Piemonte-Lombardia-Veneto e basta. Ma come? E dove sarebbe l’ ”euro-“ in questa regione? Perché viene utilizzato impropriamente un termine che ha una definizione ben precisa, solo per mascherare la volontà leghista di una anacronistica macroregione del nord, chiusa in se stessa e isolata non solo dall’Europa ma addirittura dal resto del Paese?

MedAlp non ha mai voluto essere schierato politicamente e ha sempre cercato di mantenere una linea di neutralità, anche su progetti (vedi TAV) che hanno accesso gli animi in molti territori della nostra (vera) Euroregione. Ma essere neutrali non vuol dire non avere delle proprie convinzioni, né non avere delle proprie idee da difendere e sostenere. E naturalmente quando si parla di Euroregione le nostre idee non sono neutrali e sono ben chiare.

L’Euroregione è un territorio transfrontaliero dove le entità locali di paesi differenti si integrano per portare avanti una collaborazione rafforzata su alcune tematiche di interesse comune. Questa definizione si scontra nettamente con l’idea di leghista fondamentalmente su due punti:

1)      l’Euroregione pressuppone un’apertura EUROpea del territorio. Presuppone la volontà di collaborare con i nostri vicini, per superare le divisioni amministrative che ci dividono e per unire le forze nel raggiungimento di interessi comuni. Se non c’è un respiro EUROpeo non si può parlare di Euroregione;

2)      l’Euroregione non  nasconde alcuna volontà secessionista, al contrario, vuole aumentare i legami con altre regioni vicine, senza però mai dimenticare che l’obiettivo unico che ci si pone è un’integrazione europea, un’apertura all’Europa che mal si concilia con una chiusura in se stessi nel ricordo di epoche d’oro passate che non sono mai esistite.

L’anno che si apre sarà fondamentale per l’Italia e, di riflesso, per la nostra Euroregione. Le elezioni che ci terranno tra meno di due mesi condizioneranno il percorso, anche europeo, del nostro Paese.

Ognuno sia libero di scegliere chi vuole, ma si tenga sempre bene in mente una cosa. Il futuro del nostro Paese, il futuro del nostro Continente passa attraverso l’integrazione europea. Non è tutto oro ciò che luccica, non è tutto perfetto ciò che viene da Bruxelles, è tutto perfettibile. Ma non è possibile pensare al giorno d’oggi che senza l’Euro, senza l’Europa si aprano prospettive migliori e futuri radiosi.

L’unica soluzione che ci si prospetta per uscire dalla crisi che colpisce il nostro Continente è una maggiore sinergia a livello europeo, una maggiore integrazione e collaborazione.

Processo questo che passa anche che passa anche delle Euroregioni. Quelle vere.

(Matteo Arrotta)

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2 Comments

  1. Luisa Gerini
    17 gennaio 2013 at 18:11

    Bravo Matteo, bellissimo articolo che condivido pienamente

  2. Foto del profilo di medAlp
    21 gennaio 2013 at 12:01

    Grazie Luisa! :-)

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