Un’ombra nera sulla Costa Azzurra

Solitamente evitiamo di scrivere articoli che riguardino la stretta attualità, salvo quelli che riguardano direttamente l’Euroregione, per motivi pratici che ci impongono di pianificare la pubblicazione degli articoli con un certo anticipo, impedendoci di essere sulla notizia nel momento in cui essa si produce.

Questa volta però facciamo un’eccezione perché la notizia ha avuto ampia eco sui giornali italiani e su quelli francesi e perché riguarda da vicino tutti coloro i quali vivono sul litorale del nostro territorio (e, più in generale, tutti gli altri abitanti).

A partire da questa settimana avranno inizio i sondaggi al largo delle coste della Costa Azzurra per verificare la presenza di giacimenti di petrolio o gas naturale di fronte alle coste della PACA. I sondaggi verranno eseguiti da un’azienda inglese. Concessioni, autorizzazione e documentazioni varie portano i timbri di Stato francese e Regione PACA.

Apparentemente la fase di sondaggio sembrerebbe non essere rischiosa, ma così non è. Per effettuare questi rilevamenti viene utilizzato uno strumento che emette onde acustiche ad altissima frequenza 24 ore su 24 che hanno effetti devastanti sulle forme di vita che si trovano nelle vicinanze (lo spiaggiamento di 7 capodogli avvenuto a gennaio in Puglia potrebbe essere stato provocato dal disorientamento causato da alcune rilevazioni di questo tipo che avevano luogo nella zona). La zona dove avverranno i rilievi, sottolinea Greenpeace France, si trova tra il Parco Nazionale marino di Port-Cross e il santuario dei cetacei e non c’è bisogno di sottolineare come questi sondaggi andranno ad impattare in maniera estremamente negativa sulle ben 10 specie di mammiferi marini che vivono nella zona (capodogli, balenottere, orche e delfini), sulle 4 specie di tartarughe marine, nonché sule innumerevoli specie di pesci che vivono e si riproducono davanti alle nostre coste.

Questo solo per quanto riguarda la fase di sondaggio, perché se effettivamente si dovessero trovare i giacimenti che sono ricercati, i rischi legati alle trivellazioni sarebbero enormi, il caso della piattaforma Deep Horizon e della Louisiana lo hanno abbondantemente dimostrato.

Continueremo a seguire questa vicenda, ribadendo fin da ora come le nostre coste siano già ricchissime del cosiddetto “oro blu”, lo splendido mare che tutti noi conosciamo, e che l’”oro nero” non è assolutamente la via da seguire se si vuole puntare ad uno sviluppo armonico che non può prescindere (anche per quanto riguarda l’economia e dunque il turismo) da una tutela e attenzione rivolte verso l’ambiente.

(Matteo Arrotta)

medAlp

L'Associazione medAlp si occupa di sviluppare progetti sul territorio dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Rhone-Alpes, Provence-Alpes-Cote d’Azur) per far conoscere questa realtà e le opportunità che essa offre.

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