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Visita al Forte di Vinadio

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Se è si vuole fare un viaggio nei luoghi e nel tempo, un ambiente ideale è il Forte Albertino di Vinadio (Cn).

Antico sito, costruito nel 1834 (i lavori terminarono nel 1847) per volere di Carlo Alberto di Savoia, il Forte ospita nei mesi estivi una mostra permanente intitolata “Montagna in movimento. Percorsi multimediali attraverso le Alpi Meridionali”. Si tratta di un progetto promosso dalla Regione Piemonte e dall’Associazione culturale Marcovaldo, in collaborazione con il Comune di Vinadio.

“Studio Azzurro”, con il contributo degli architetti Dario Castellano e Alessandro Mellano ha realizzato ben 40 videoambientazioni, suddivise in sei aree tematiche: un’introduzione, le Alpi al centro, Ambiente e territorio, l’uomo e le Alpi, una crisi di civiltà, le frontiere del futuro.

Un piccolo bar caratteristico (fruibile anche da chi non visita il Forte), accoglie gli ospiti. Si fa il biglietto e poi…via! In un susseguirsi di musiche, scenografie, installazioni multimediali che riescono a non allontanare dalla genuinità di ciò di cui si parla: la montagna e le valli del cuneese. Tra camminamenti, bastioni, gallerie ci si dimentica dei confini degli Stati: qui le frontiere sono mobili e parlano di contatti antichi quanto necessari per l’economia.

Una cartina touch-screen permette di scegliere la valle preferita (ad esempio la Val Maira, Varaita o Po) e di seguire un breve video sulle peculiarità della zona. Un plastico precisissimo offre una chiara visuale tridimensionale della catena montuosa al cui centro si staglia, inconfondibile e maestoso, il Re di Pietra, il Monviso. Nella sala dopo si entra in contatto con i vari dialetti o vere lingue se si pensa ad esempio all’occitano; e ci si rende conto della varietà, di come a distanza di poche decine di chilometri alcune parole cambiano radicalmente, di come siamo tutti un po’ “stranieri” e proprio in virtù di questo così vicini.

La parte dedicata alla vita quotidiana prosegue con la sala dei mestieri tipici. Da alcune grosse ceste di vimini prendono vita i video che mostrano le più antiche attività, come quella degli acciugai, dei pastori, di coloro che raccoglievano i capelli. Richiede un po’ di tempo, ma ne vale sicuramente la pena, ascoltare tutte le testimonianze degli abitanti delle varie valli (Po, Varaita, Vermenagna, Pesio, Maira, Grana, Stura, Gesso, senza tralasciare il versante francese), che narrano, dalla loro viva voce, le fatiche di vite dure, ma semplici e “vere”, sempre a contatto con la natura.

Ancora qualche passo e si è in mezzo a un branco di pecore! Basta far suonare un campanaccio e una coperta di lana si trasforma in un prato bianco, dove gli animali sembrano venirti incontro.

Figuranti in costume e semplici laccetti colorati riescono a rendere, nello spazio successivo, l’idea della festa. Si tratta della “baio”, la festa della tradizione, propiziatoria e di ringraziamento, che a Sampeyre ricorda la cacciata dei Saraceni, avvenuta intorno all’anno mille. Ancora adesso in molti paesi è possibile assistere a rievocazioni di quanto succedeva un tempo. Balli come la curente, il circo circasso (tipici soprattutto delle valli occitane), uniti ai prodotti tipici e al suono della ghironda infiammano tutt’ora le serate estive delle valli del cuneese.

Il Forte è aperto fino al 30 ottobre per chi desidera immergersi totalmente in queste atmosfere.

A settembre è possibile visitarlo il sabato e la domenica, mentre in ottobre solo la domenica: l’orario è il medesimo, dalle 14.30 alle 19.

Il biglietto cumulativo della mostra, esposizione messaggeri alati e la visita guidata è di 10 euro. Chi non desidera effettuare la visita guidata può acquistare il biglietto da 8 euro; la sola visita del Forte, dove non è compresa la mostra, costa 5 euro.

Per raggiungere Vinadio: da Borgo San Dalmazzo (CN) prendere in direzione Valle Stura-Colle della Maddalena, fino a raggiungere Vinadio.

In treno scendere alla stazione FS Cuneo, e da qui bus fino a Vinadio con la compagnia ATI.

Per informazioni: www.fortedivinadio.it, www.marcovaldo.it, 0171 959151 oppure 0171 618260

(Giulia Favero)

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